
FAGGETA

Tipico bosco appenninico formato dal faggio (Fagus sylvatica), al quale si associano poche altre specie arboree: l’abete bianco (Abies alba), l’Acero di monte (Acer pseudoplatanus), il Sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia), i cui frutti rossastri sono appetiti dagli uccelli, e il maggiociondolo (Laburnum alpinum).
Tra le erbe del sottobosco si trovano Anemone nemorosa, Oxalis acetosella, con le tipiche foglie a tre segmenti, Geranium nodosum, dai fiori violetti, Luzula nivea e Veronica urticifolia.
ABETINA

Bosco di abeti bianchi (Abies alba) con specie anche importate come l’Abete di Douglas (Pseudotsuga menziesii) per ricavare legname. Tra le erbe si trovano la Prenanthes purpurea, con i fiori violetti, il Senecio ovatus, dai vivaci colori gialli e la Verga d’oro (Solidago virgaurea). Nell’abetina dell’Orto sono presenti alcuni esemplari di abete rosso (Picea abies), specie centroeuropea che raggiunge in questa valle il suo limite meridionale. Proprio nelle vicinanze dell’Orto Botanico, sorge infatti la Riserva Naturale Orientata di Campolino, istituita nel 1972 per conservare alcuni popolamenti spontanei di abete rosso, specie ampiamente diffusa in tutto l’Appennino nel periodo post-glaciale.


ROCCAGLIA SILICEA

È fatta di roccia locale, detta “Macigno”, su cui vive il Sambuco rosso (Sambucus racemosa), l’Alchemilla saxatilis e il Timo (Thymus pulegioides), piante che hanno anche un uso alimentare.
Sulle rupi soleggiate si trovano Silene saxifraga, Globularia incanescens, Draba aizoides, Asperula aristata ssp. oreophila e varie sassifraghe. In aree più umide si notano anche Aquilegia dumeticola, A. lucensis e varie felci.
PRATO D’ALTITUDINE

Lungo i crinali e sui versanti in quota, dove la vegetazione arborea non riesce a svilupparsi, dominano estese praterie costituite da erbe perenni come Brachypodium genuense, Poa alpina, Nardus stricta e numerose specie di Festuca.
Spesso queste formazioni erbose si colorano delle fioriture di alcune bellissime specie come l’erba betonica (Betonica hirsuta), l’endemica Viola ferrarinii, la Primula veris, e le genziane dai colori blu (Gentiana acaulis e G. verna).


BRUGHIERA A MIRTILLO

È una brughiera costituita da arbusti bassi di Mirtillo nero (Vaccinium myrtillus), frutto dalle proprietà antiossidanti, e Falso mirtillo (V. uliginosum). Il vaccinieto appenninico è caratterizzato dall’Iperico o Erba di S. Giovanni (Hypericum richeri), dai vistosi fiori gialli contenenti principi attivi con numerosi effetti curativi, accompagnato dal Ginepro nano, adattatosi al clima freddo. In questo ambiente si può incontrare la rara Genziana porporina (Gentiana purpurea), specie artico-alpina che sull’Appennino arrivano fino al Libro Aperto, il Giglio martagone (Lilium martagon), dai colori color rosso-violaceo “a turbante”, il Mirtillo rosso (Vaccinium vitis-idaea), al suo limite meridionale, l’Homogyne alpina, dai delicati colori violetti, la Rosa pendulina e l’Avenella (Deschampsia flexuosa).
AREA UMIDA

In questo ambiente il Farfaraccio (Petasites albus) è la specie dominante, ma spesso si trovano anche il lampone (Rubus idaeus), la Cicerbita alpina, anch’essa al suo limite meridionale, e la Gentiana asclepiadea. Altre specie particolari sono la Barba di capra (Aruncus dioicus), Heracleum sphondylium ed Epilobium angustifolium con i fiori fucsia in estate. Lungo i ruscelletti sono in grado di inserirsi varie specie di piante come la Caltha palustris, la Saxifraga rotundifolia e la Silene pusilla. In prossimità dei torrenti, si trovano ontani (Alnus incana) e salici (Salix caprea), dalla cui corteccia si estrae l’acido salicilico presente nella comune aspirina.


TORBIERA

Piccola area che rappresenta un ambiente alpino che sull’Appennino Tosco - Emiliano raggiunge il limite meridionale di distribuzione. Qui il suolo è impregnato d’acqua e privo di ossigeno ed i residui vegetali si accumulano formando la cosiddetta torba su cui vivono gli sfagni, briofite che creano tappeti spugnosi, la Genzianella stellata (Swertia perennis), l’Eriophorum latifolium, dai pennacchi bianchi, la Parnassia palustris, la Sanguisorba o cinalis e, infine, la Pinguicula christinae, pianta carnivora che digerisce i moscerini rimasti intrappolati sulle sue foglie appiccicose.
LAGHETTO

Piccola riproduzione dei laghetti di montagna, come il Lago Nero e il Lago del Greppo, con la Carex rostrata sulle sponde e varie specie animali come i Tritoni, la Rana rossa, le Sanguisughe e gli insetti tra cui i Plecotteri e i Gerridi, che pattinano sull’acqua.



